Il primo documento contro il colesterolo cattivo

Il colesterolo Ldl più comunemente noto come “colesterolo cattivo” è la causa principale di infarti ed ictus e ne soffrono circa 2,5 milioni di italiani fra i 35 e 79 anni. La sensibilizzazione e la cura del paziente verso questo delicato argomento, costa allo Stato oltre un miliardo di euro l’anno di cui il 96% è rappresentato dalle ospedalizzazioni mentre solo il 4% per i farmaci e le assistenze specialistiche.

Un costo decisamente troppo alto al cui valore esorbitante contribuiscono anche le differenti linee di azione e prevenzione assunte dalle diverse strutture sanitarie italiane. Ragion per cui, al congresso dell’ Amnco (Associazione dei Cardiologi Ospedalieri) che si conclude oggi a Rimini, è stato presentato un documento sottoscritto da ben 16 associazioni ed istituti di ricerca, atto a definire chiaramente le linee guida che ogni struttura sanitaria deve tenere in merito al colesterolo cattivo.

“Si tratta di un evento storico”, ha commentato il presidente dell’ Amnco Michele Gulizia, definendo il documento: “Un accordo multidisciplinare che intende rivoluzionare il modo di fare medicina contro l’ipercolesterolemia, offrendo finalmente una visione univoca su come vanno trattati i pazienti in funzione del proprio profilo di rischio cardiovascolare”.

Esso infatti regola, in maniera incontrovertibile, le procedure che ogni struttura sanitaria, pubblica o privata che sia, deve tenere nei confronti della sensibilizzazione e cura dei pazienti che soffrono di colesterolo alto, non basandosi più su un valore standard ma su esami specifici relativi al paziente stesso e alle sue condizioni di salute.

Il documento è stato in fine inviato anche al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e all’ Aifa per l’approvazione.

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